CONTRATTAZIONE SOCIALE TERRITORIALE – ASSEMBLEA PUBBLICA 25 FEBBRAIO H.18.30

cgil casalecchioQuesto l’ invito che ci è stato esteso dal Resp. territoriale CGIL / SPI:  si tratta di una assemblea pubblica organizzata per la giornata del 25 febbraio alle ore 18e30 nei locali della Casa della Conoscenza a Casalecchio di Reno.

L’obbiettivo è quello di dare vita ad una sinergia territoriale fra le “forze” sensibili ai temi del lavoro, della disabilità e dei servizi alla persona più in generale.

di seguito un’estratto della presentazione dell’incontro:

“Abbiamo scelto per la presentazione pubblica un luogo simbolo per la storia culturale di Casalecchio, se non altro perché,a nostro avviso,alcune lotte riscrivono gli statuti dei luoghi stessi facendoli diventare migliori,in questo caso resistendo all’austerity.

Pertanto, prima della presentazione agli amministratori del nostro territorio, faremo la presente assemblea pubblica il giorno 25 febbraio alle ore 18e30 nei locali della Casa della Conoscenza ( anch’essa sotto attacco da parte delle scure del governo Renzi) a Casalecchio di Reno.

Breve riassunto:
E’ prassi diffusa nel territorio emiliano romagnalo, in particolare in provincia di Bologna, che le organizzazioni sindacali, in sede di approvazione del bilancio, presentino alle Amministrazioni Comunali una serie di richieste in nome e per conto non solo dei propri iscritti ma di tutta la cittadinanza.
I temi oggetto del confronto, vanno dalla lotta alla precarietà alle politiche per la terza età, passando per sistemi tariffari (IMU,TASI ecc..) e politiche culturali.
Insomma una vera e propria trattativa riguardante quello che un’Amministrazione fa nell’arco di un anno.
Negli anni scorsi, a seguito delle piattaforme presentate dalle Organizzazioni Sindacali, si è raggiunta sempre un’intesa che, producendo un accordo tra le parti, ha fatto sì che i nostri cittadini mantenessero il livello di welfare esistente senza eccessivi aggravi.
Questa volta la portata dei tagli da parte del Governo potrebbe causare molte criticità.
“A pensare male si fa peccato ma spesso ci si indovina” diceva quel tale.. e noi pensiamo che, come sempre si fa nel nostro Paese, si parta penalizzando i più deboli e rinunciando ad avere una visione di lungo periodo per lo sviluppo del territorio.
A nostro avviso mai come oggi è necessario mettere in discussione il ruolo del pubblico nella gestione diretta e indiretta dei processi economici.

Questo perché assistiamo sempre più ad un imponente arretramento del potere pubblico giustificato da un verso dai pesanti tagli messi in atto dal Governo nazionale, dall’altro, con una miope visione, di rendere l’economia più dinamica, competitiva e innovativa.
Spesso il pubblico viene visto come un carrozzone burocratico, immobilista e maldestro, capace solo di produrre lentezza.
Noi siamo convinti del contrario.
Investire sul territorio, se possibile anche superando il patto di stabilità, significa ridare centralità alla lotta alla disoccupazione, al lavoro precario, al lavoro povero stabilendo per esempio degli specifici protocolli sul delicato tema degli APPALTI con i comuni e successivamente con tutte le stazioni appaltanti, sia pubbliche che private.

L’obiettivo, oltre alla drastica riduzione delle stazioni appaltanti, deve essere quello di sostituire definitivamente il massimo ribasso nelle gare d’appalto con l’offerta economicamente più vantaggiosa. I parametri da tenere in considerazione(per la definizione  dell’offerta economicamente più vantaggiosa) sono per esempio l’applicazione del CCNL e degli integrativi territoriali ma anche  la certificazione di qualità e legalità che i comuni, con il nostro aiuto, possono dare alle aziende virtuose del territorio.

Inoltre si può inserire come parametro per definire l’economicamente più vantaggioso il principio per cui  una parte consistente della manodopera deve provenire dai centri per l’impiego del territorio del distretto in subordine della provincia.

Ci faremo carico inoltre di discuture di non autosufficenza, disalibità, servzi alla persona,Nidi , politiche culturali, ecc..”

——-

intero documento di presentazione:

Piattaforma per la contrattazione dei bilanci 2015 dei comuni di Casalecchio di Reno, Monte San Pietro, Sasso Marconi, Valsamoggia e Zola Predosa del Distretto di Casalecchio di Reno.
Premessa

Mai come oggi è necessario mettere in discussione il ruolo del pubblico nella gestione diretta e indiretta dei processi economici. Questo perché assistiamo sempre più ad un imponente arretramento del potere pubblico giustificato da un verso, dai pesanti tagli messi in atto dal Governo nazionale, dall’altro, con una miope visione, di rendere l’economia più dinamica, competitiva e innovativa.
Spesso il pubblico viene visto come un carrozzone burocratico, immobilista e maldestro, capace solo di produrre lentezza.
A nostro avviso più i governi del pubblico si limitano ad un mero ruolo amministrativo, più sono verosimili le accuse di eccessi di lentezza e burocrazia. Per questo, e non solo, vorremmo degli interlocutori di distretto capaci di essere innovativi fino in fondo, riscoprendo cioè il ruolo decisivo che un Comune può e deve avere.
Sono quasi cento mila gli iscritti ai Centri per l’impiego della provincia di Bologna, particolarmente sensibile è anche il dato che riguarda il distretto di Casalecchio. Un territorio non abituato ad un così alto tasso di disoccupazione (..) e a un così basso livello di neo-assunzioni anche se alcuni indicatori mostrano, almeno sul versante delle assunzioni qualche lieve miglioramento, si tratta per lo più di lavoro precario e di lavoro povero.
E’ in questa ottica che valutiamo giusto continuare a tenere alta l’attenzione delle istituzioni sulla qualità e l’innovazione del sistema territoriale perché, se la vera ripresa economica tardasse ad arrivare o non fosse comunque significativa, il suddetto quadro di riferimento resterebbe inevitabilmente negativo sotto il profilo sociale, nonostante quanto di positivo è avvenuto nel corso del 2014.
A questo, bisogna inoltre aggiungere che i tagli previsti nella Legge di Stabilità 2015 in aggiunta a quelli già attuati negli anni scorsi che dispiegheranno i loro effetti anche negli anni prossimi, stanno già producendo diminuzione dei servizi e aumenti dei costi che per i cittadini in difficoltà economica sono ormai insostenibili e rischiano di diventare una miscela esplosiva.
La diminuzione delle domanda di servizi da parte dei cittadini è dovuta da un lato alla difficoltà economica nel sostenere il costo delle rette e tariffe, dall’altro al fatto che le famiglie si organizzano in base ad una nuova condizione determinata da Cassa integrazione, mobilità, perdita del posto di lavoro ecc..
Si determina una situazione tale per cui la coesione sociale, che è la cifra del nostro sistema territoriale viene seriamente compromessa. Occorre quindi, come dicevamo in premessa, ridare ai Comuni e agli Amministratori un ruolo decisivo per il rilancio del territorio e per invertire la rotta.
Un’occasione da non perdere è anche l’applicazione per quanto riguarda il nostro territorio del Piano Juncker su investimenti e possibilità di andare in deroga al patto di stabilità, insieme alla proposta avanzata dalla nuova giunta della regione Emilia Romagna di un patto per il lavoro che le OO.SS intendono raccogliere e rilanciare.
Riconosciamo ed apprezziamo senza riserve lo sforzo, il lavoro ed i meriti delle istituzioni del territorio, che hanno consentito di conseguire un risultato importante come quello del nuovo stabilimento Intertaba, della multinazionale Philips Morris nel Comune di Crespellano, che porterà centinaia di nuovi posti di lavoro. Questo successo dei diversi attori locali deve pertanto rappresentare l’esempio, la buona pratica da seguire anche per il futuro.

Tutto ciò premesso:
● precisando che consideriamo integralmente mantenuti validi gli accordi precedenti sottoscritti;
● puntualizzando che ci riserviamo integrazioni al presente documento unico distrettuale, in merito a specifiche problematiche riguardanti i singoli comuni;
● avanziamo le seguenti richieste da discutere nell’ambito del prossimo confronto sui bilanci previsionali relativi al corrente anno 2015:

Assetti istituzionali
L’impianto e l’attuazione della riforma Del Rio hanno generato sul sistema delle autonomie locali una sostanziale situazione di caos istituzionale.
Tuttavia l’entrata in vigore della città metropolitana può essere una grande occasione per innestare un processo condiviso di ridefinizione sia dei processi costituenti riguardanti l’istituzione stessa, sia di governare le politiche che erano di competenza della Provincia (pianificazione del territorio, politiche educative e scolastiche, politiche industriali, socio sanitarie e di accoglienza ecc..).
Inoltre, la nascita del comune unico di Valsamoggia, che offre grandi opportunità per rispondere più efficacemente ai bisogni dei cittadini dei comuni interessati dalla fusione e la recente costituzione dell’Unione Reno, Lavino e Samoggia, attraverso la delega di alcune funzioni, hanno creato le condizioni favorevoli per rafforzare e omogeneizzare su tutto il nostro territorio le funzioni (che oggi svolgono le Unioni), con l’obiettivo strategico di avviare sempre maggiori processi di fusione tra i vari Comuni.
L’obiettivo condiviso è quello di realizzare un sistema associato di programmazione, progettazione e gestione dei servizi pubblici, in grado di ridurre i processi burocratici, migliorando il governo pubblico dei processi economici e sociali del territorio.
Pertanto, chiediamo di aprire un confronto costante con l’Unione sull’impatto e la ricaduta che queste novità Istituzionali avranno sul nostro territorio.
Le OO.SS. auspicano che detto confronto raggiunga l’obiettivo di ampliare la gestione associata anche a materie attualmente non previste dalla legislazione, per rendere più solida, produttiva ed efficace l’Unione creando così le condizioni per ulteriori futuri processi di fusione.
Si richiede inoltre che l’eventuale accordo frutto di questo processo contrattuale venga sancito con atto deliberante adottato da tutti i singoli comuni.

Reti
Oggi lo sviluppo di un territorio passa indissolubilmente per un processo di riconversione eco-sostenibile; per questo mobilità, trasporti, energia, ciclo idrico, ciclo dei rifiuti rappresentano il fattore determinante per lo sviluppo territoriale alla luce anche degli investimenti del piano Juncker.
Chiediamo che venga istituito un tavolo permanente composto da Istituzioni locali e OO.SS con l’obiettivo di monitorare l’andamento di tali processi di cambiamento. Tutto ciò, con particolare riferimento al completamento della nuova Bazzanese, del casello autostradale di crespellano,della nuova Porrettana e al servizio ferroviario metropolitano ecc….

Il ruolo del pubblico nel contrasto alla crisi
Richiediamo inoltre che in sede Distrettuale venga svolta un’apposita sessione di confronto in merito all’eventuale utilizzo del patto per il lavoro che la Regione Emilia-Romagna si appresta a predisporre.

Contrasto alla povertà e politiche abitative
A nostro avviso il contrasto alla povertà passa innanzitutto attraverso il lavoro e la casa ed i servizi socio sanitari.
Si ravvisa la necessità di mettere in campo da parte dei Comuni, o meglio se da parte delle Unioni, azioni concordate che prevedano un adeguato monitoraggio/mappatura per le persone senza lavoro con l’obiettivo di riqualificare, anche con il coinvolgimento di soggetti privati, il valore professionale dei cittadini colpiti dalla crisi causata dall’attuale situazione economica (cassa integrazione, mobilità, contratti di solidarietà, perdita del lavoro, ecc.).
Per quanto riguarda la casa chiediamo che i fondi vengano destinati a prevenire gli sfratti per morosità e ad aumentare l’offerta abitativa a canone concordato.

Abitare in co-housing e condomini solidali e superamento barriere architettoniche

Chiediamo che i Sindaci dell’Unione dei Comuni, condividendo la filosofia dell’abitare sociale e dei condomini solidali, facciano proprie le esperienze più avanzate a livello di distretto, individuando specifiche aree dedicate all’edilizia sociale, riconversioni, ricercando soluzioni e sostenendo insieme la concreta realizzazione di interventi tesi a dare una risposta efficace e innovativa alla domiciliarità degli anziani e all’emergenza casa.
Chiediamo che venga assunto l’impegno per promuovere il superamento delle barriere architettoniche per favorire la più ampia accessibilità ai luoghi pubblici e per ridurre progressivamente le barriere esistenti nella maggior parte delle abitazioni, attraverso percorsi di indagine, informazione, sensibilizzazione, agevolazioni, adeguamento regolamenti edilizi.
Servizi alla persona
Uno dei pilastri della coesione del nostro sistema territoriale è rappresentato dai servizi alla persona. La compartecipazione ai costi da parte degli utenti va basata sulla nuova ISEE, rivisitando i regolamenti e le soglie oggi previste, adeguando opportunamente i livelli di accesso, mantenendo ferma la spesa storica di ogni prestazione.
Occorre inoltre garantire un livello alto di sostegno ai cittadini con disabilità.
La sede ideale per avviare questi processi di omogeneità dei servizi, delle relative rette e tariffe è quella Distrettuale, avendo attenzione alle necessarie gradualità applicative del nuovo ISEE onde evitare esclusioni, iniquità, disagio, a danno delle persone più deboli.

Politiche sociali per la popolazione anziana
Richiediamo un’assunzione di responsabilità affinchè i bilanci che le Amministrazioni dovranno predisporre non prevedano tagli sulle fasce più deboli della popolazione e che a pagare non siano sempre i soliti, ossia lavoratori dipendenti e pensionati già colpiti pesantemente, assicurando ad ASCInsieme le risorse adeguate alla realizzazione del Piano programma già approvato.
Anzi, per quanto riguarda la popolazione anziana, si richiede che venga allargata la platea delle persone assistite con prestazioni appropriate ai bisogni/condizione, che vengano mantenute invariate le tariffe anche in relazione ai nuovi criteri ISEE e sia assicurata la deducibilità per la parte assistenziale-sanitaria in misura adeguata pari ad almeno il 40% e che siano previsti adeguati investimenti per strutture dedicate alla popolazione anziana.
Chiediamo inoltre di:
monitorare la fragilità con l’obbiettivo di aumentare la platea degli anziani non autosufficienti presi in carico, che oggi è mediamente meno di 1/3 di quelli totali;
puntare alla personalizzazione del progetto di intervento, utilizzando tutte le possibilità offerte dalla filiera, favorendo la domiciliarità e l’integrazione socio-sanitaria per le persone con malattie croniche e/o non autosufficienti ;
valutare, anche mediante la somministrazione di questionari, la rispondenza ai bisogni dei soggetti e delle famiglie dei servizi erogati: assistenza domiciliare, centri diurni, case residenza, riguardo: tempi di risposta alla domanda, efficacia relazionale, orari di apertura, mobilità e trasporto, ecc.
raggiungere un numero di posti in case protette pari al 3% della popolazione ultrasettancinquenne, anche tenendo conto della drastica riduzione di posti letto ospedalieri, stabilendo tempi e modi precisi affinchè l’obiettivo non continui a rimanere un’enunciazione;
prevedere Centri diurni  in tutti i Comuni sprovvisti, comunque in grado di soddisfare la richiesta. La collaborazione con le Associazioni di Volontariato e i Centri socioculturali potrebbero favorire sperimentazioni innovative;
Servizi domiciliari: estendere l’assistenza domiciliare integrata sui 7 gg. settimanali e per almeno 12 ore al gg.; sviluppare il progetto Badando estate e sollievo anche per favorire  l’alleggerimento del peso delle famiglie che si fanno carico della cura dei non autosufficienti, attivando anche percorsi di sostegno psicologico per i care giver;
anzianità attiva: attivazione e sviluppo di progetti finalizzati a contrastare la fragilità dell’anziano. In tal senso sollecitiamo l’adesione delle A.C. e delle associazioni di volontariato al progetto e-care cup 2000 e la realizzazione della banca dati sulla fragilità, in collaborazione con l’azienda Ausl;
verificare gli impegni assunti e riprendere i temi già affrontati nel corso del confronto distrettuale sulle piattaforme 2014;
chiarire definitivamente e formalmente in tutti i comuni del distretto la questione “un euro per abitante”, stabilendo che dette risorse vanno utilizzate a favore della non autosufficienza;
I Tavoli per gli Anziani

Si chiede che vengano costituiti momenti strutturati di confronto per le politiche degli Anziani, previsti sia a livello di Unione, sia in ogni Comune, da convocare almeno 2 volte l’anno, al fine di verificare trasparenza e coerenza tra gli indirizzi programmatici e le scelte di bilancio previsti sia a livello di Unione, sia in ogni Comune.

Sanità
In merito ai processi di riorganizzazione in atto le OO.SS si riservano di chiedere specifici incontri alla CTSS e ai singoli Distretti.
In tale contesto, si evidenza l’importanza della realizzazione dell’obbiettivo di integrare il sociale con la sanità, attraverso lo sviluppo di progetti innovativi sul tema del welfare di comunità e con la realizzazione delle quattro nuove Case della Salute nel nostro distretto (Sasso Marconi inaugurata un anno fa, Bazzano e Zola Predosa, rispettivamente all’interno dei Poliambulatori da riconvertire, progetti attualmente fermi, a Casalecchio nella nuova struttura in fase di realizzazione), superando i nodi e le difficoltà attualmente esistenti e stabilendo tempi e modi di attuazione.
Accanto alle Case della Salute occorre favorire, attraverso un confronto con i MMG, l’attivazione di esperienze di medicina di gruppo, oltre che all’interno delle CdS, anche sui territorio per ottimizzare costi di gestione e promuovere un miglior servizio per l’utenza in termine di orari e prestazioni.
Inoltre queste nuove strutture possono anche fornire utili indicazioni sulla gravissima situazione degli infortuni sul lavoro,(mappatura, numero di infortuni,ecc)anche alla luce di nuove realizzazioni infrastrutturali.
Si richiede inoltre uno specifico tavolo di distretto che coinvolga la regione e la nascente città metropolitana.

Politiche culturali
Occorre investire sulle attività culturali, sulla rete museale e delle biblioteche rendendo queste ultime accessibili non solo come luoghi di mera produzione culturale, ma anche come fondamento dell’integrazione e dei nuovi cittadini europei al fine di prevenire odi di natura etnica e religiosa.

Politiche dell’accoglienza e dell’inclusione sociale
Le Unioni e la Città Metropolitana sono il luogo dove sperimentare nuove forme di coesione sociale con l’obiettivo di integrare i flussi migratori con le peculiarità territoriali.

Appalti
Chiediamo che nei bandi di gara di appalto andrà sempre utilizzato il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (rifiutando la logica del massimo ribasso). L’obiettivo che vi si propone è quello di eliminare gran parte dei problemi conosciuti in questi anni, sempre a danno dei lavoratori, delle imprese corrette e della fiscalità generale.
Con l’obiettivo di migliorare gli accordi esistenti con singoli protocolli applicativi che definiscono i criteri dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Si chiede inoltre di verificare la possibilità che l’Unione diventi stazione appaltante unica ed integrata, con l’obbiettivo di ridurre le filiere delle stazioni appaltanti.

Politiche educative/scolastiche e formazione permanente
E’ importante mantenere e rilanciare gli standard qualitativi già presenti nel territorio (il pre e il post scuola, la refezione, il trasporto scolastico e il sostegno alla disabilità). Chiediamo una verifica riguardante la congruità dell’offerta di posti negli asili nido in relazione alla domanda, agli orari e al calendario. Chiediamo inoltre una risposta quantitativa e qualitativa alla domanda di scuola pubblica presente sul territorio. Infine chiediamo che si arrivi ad una gestione distrettuale delle gare d’appalto (utilizzando l’offerta economicamente più vantaggiosa) che riguardano i servizi scolastici.

Legalità, sicurezza e lotta all’evasione
Si chiede di verificare le ispezioni fatte rilanciando il progetto “cantiere vigile” anche per quanto riguarda le piccole ristrutturazioni e i lavori di manutenzione ambientale.
Si chiede di verificare se ci sono le condizioni per una reale collaborazione da parte degli Ordini Professionali nella lotta all’evasione, attraverso l’applicazione del Protocollo antievasione firmato da ANCI e Agenzia delle Entrate.
La lotta all’evasione fiscale tariffaria e contributiva deve essere il punto di forza per svolgere un’operazione significativa di redistribuzione delle risorse basandosi anche sulla costituzione definitiva e sull’ampliamento di un ufficio unico che si occupi di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, tributaria e tariffaria. Questo nuovo ufficio può avere anche delle dinamiche di prossimità e di mobilità rispetto a parti del territorio più fertili all’attecchimento delle cattive pratiche.
A tal fine può essere opportuno definire negli accordi anche veri e propri Patti antievasione, combinati con un impegno ad investire nel sociale tutte le risorse recuperate.
Chiediamo di definire con l’ Unione la costituzione di un unico ufficio, che si occupi di contrasto all’evasione ed elusione fiscale, tributaria e tariffaria, definendo, anche attraverso protocolli “ad hoc”, i rapporti tra questo ufficio e quelli preposti alla vigilanza, con l’obiettivo di contrastare anche il fenomeno del lavoro nero oggi in grande espansione.
Bisogna pertanto sviluppare e implementare il progetto “Equità sociale e fiscale”, avente l’obiettivo di conoscere le reali condizioni sociali ed economiche delle famiglie , attraverso la costituzione di una banca dati che permetta di disporre di tutti gli elementi di analisi utili a evidenziare le reali situazioni di precarietà sociale e di nuove povertà, rendendo così più equo e migliore lo stato sociale e la ridistribuzione delle risorse.
Chiediamo inoltre politiche di contrasto alla microcriminalità soprattutto nei confronti di anziani e non autosufficienti, magari coinvolgendo i servizi sociali al fine di prevenire tali devianze.

Sistema tariffario
Le OO.SS chiedono di non prevedere nessun aumento tariffario per i servizi a domanda individuale, sociale, d’infanzia e mense scolastiche per il 2015, omologando il più possibile tariffe e tasse nell’ambito dell’Unione, tarate a quelle più basse in vigore, prevedendo anche una revisione delle sogle di accesso ai servizi alla luce del nuovo ISEE
Aspettando l’entrata in vigore delle local tax si chiede di agire ancora sulle tre componenti dell’imposta unica comunale:
TASI e IRPEF: salvaguardare le famiglie che hanno redditi fissi (lavoro dipendente e pensionati) utilizzando la nuova ISEE, l’obiettivo è quello di mantenere un sistema di detrazioni variabili con l’obiettivo di rendere le suddette tasse il più possibile omologate nell’ambito dell’Unione e innalzare l’età a 26 anni per i figli a carico
IMU:si chiede di prevedere l’aliquota più bassa per le case a canone concordato elevandola al massimo per le case sfitte
TARI: potenziare il criterio della restituzione o dell’incentivo premiante nei confronti dei cittadini che si impegnano nella raccolta differenziata e conferiscono il raccolto nelle stazioni ecologiche.

Politiche di genere
La pesantissima crisi economica può diventare, anche nel nostro territorio, motivo di arretramento dei diritti civili, per questo chiediamo una forte azione politica nel rimarcare il ruolo fondamentale che le donne hanno nella crescita dell’intera società.
Chiediamo di:
Avviare un percorso con le Istituzioni del territorio per il contrasto e la prevenzione della violenza sulle donne , attraverso la cultura del rispetto di genere.
Avviare la discussione sul riconoscimento della Legge regionale del Caregiver Famigliare, quasi sempre donna, che si prende cura del famigliare non autosufficiente.
Bilancio di Genere è bene avviare l’esperienza ASC dei comuni di Casalecchio e Zola, all’Unione e ai Comuni.
Sostenere le donne che subiscono violenza, compreso lo stalking, mettendo a disposizione alloggi di emergenza,
Chiediamo di conoscere per ogni comune i dati delle persone ultra 75enni. e quante vivono sole.
Contrattazione di mandato e di distretto e di unione
si chiede, anche alla luce della costituzione dell’Unione dei Comuni di rivedere il quadro della contrattazione sociale territoriale su base di unione e di distretto. Anche qualora sia prevista la realizzazione a lungo/medio termine di opere sul territorio comunale e/o opere che interessano tutto il territorio del distretto.
Esigibilità degli accordi
nel ribadire che gli accordi raggiunti begli anni precedenti rimangono validi si chiede anche un puntuale riscontro del reale utilizzo dei fondi che sono stati previsti.

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