Discorso del Rappresentante del Consolato Costaricense

DISCORSO IN MEMORIA DEI PARTIGIANI DELL’“ECCIDIO DEL CAVALCAVIA” LETTO UN ANNO FA IN OCCASIONE DELLE COMMOMERAZIONI AVVENUTE IL 10 OTTOBRE DEL 2011

Buongiorno,
Sindaco di Casalecchio di Reno, Sig. Simone Gamberini,
Presidente del ANPI-Casalecchio di Reno, Sig. Bruno Monti,
Familiari delle vittime,
Amiche ed amici.
Innanzitutto voglio ringraziare il Municipio di Casalecchio di Reno per aver gentilmente invitato la comunità costaricana a partecipare alla celebrazione del 67° (sessantasettesimo) Anniversario della Strage del Cavalcavia, durante la quale 13 membri della Resistenza
Partigiana – tra questi il mio compatriota Dr. Carlos Collado Martinez – sono stati barbaramente torturati ed uccisi dalle SS. tedesche.
A me oggi è stato affidato il compito di esprimere qualche parola in memoria di questi partigiani ed in particolare in ricordo del Dr. Carlos Collado Martinez. Si tratta senza dubbio di un’impresa ardua perché la storia del Dr. Carlos e della Strage del Cavalcavia meriterebbero certamente più tempo e un approfondimento maggiore rispetto a quello che potrò dedicarvi io
con le mie poche ed umili parole.
Qualche mese fa, l’Associazione Nazionale d’Amicizia Costa Rica – Italia mi ha chiesto di redigere un articolo sulla vita del Dr. Carlos Collado. E’ stato così che sono venuto a conoscenza per la prima volta della storia di questo valoroso uomo e dei temerari partigiani.
Mentre leggevo tra le diverse fonti le varie informazioni sulla vita di Carlos, sono rimasto colpito dal fatto che egli sin dal suo arrivo in Italia si sia immediatamente innamorato di questo paese ed identificato con questa terra che lo ha accolto con generosità.
Nonostante non abbia avuto il piacere di conoscere personalmente il Dr. Collado, sono arrivato al punto di provare uno strano senso di nostalgia leggendo dell’omicidio del mio compatriota e del gruppo di coraggiosi martiri del quale faceva parte, ho provato malinconia per il racconto doloroso dei familiari, tristezza nell’osservare il contesto bellico mondiale di
allora e afflizione durante lo studio dei peggiori stermini che sono mai stati registrati nella storia dell’umanità.
Questi sentimenti in poco tempo mi hanno condotto a dimenticare le informazioni che avevo acquisito riguardo a tutte queste atrocità. Tuttavia dopo un po’ sono tornato in me e mi sono reso conto che stavo osservando le cose da una prospettiva sbagliata.
Così ho pensato: dimenticare è ignorare!
Il passato, per quanto duro e triste possa essere a volte, non dev’essere per nessun motivo dimenticato né sepolto, perché l’esperienza è la storia ed è saggezza…
Il presidente argentino Nicolas Avellaneda una volta ha affermato che: «I popoli che dimenticano la propria storia sono destinati a ripeterla».
Credo che questa frase racchiuda in sé il motivo principale per il quale siamo qui riuniti oggi: RICORDARE la storia di Carlos e dei suoi compagni partigiani morti per la libertà.
Il proposito comune potrebbe essere quello di ispirarci a questa storia per crescere ogni giorno di più come persone e, approfittando dell’insegnamento del passato, tracciare insieme la traiettoria per un futuro migliore della società. Sarebbe bello se riuscissimo a farci promotori di una lotta costante per rivalutazione della condizione umana e delle preziose risorse che essa
racchiude. L’idea che sono riuscito a farmi del Dr. Carlos Collado studiando la sua storia è quella di un personaggio imprescindibile dalla compagine di ricordi che dovrebbe alimentare l’identità della Costa Rica e per la realizzazione di questo scopo, la memoria è lo strumento più utile.
Rievocare le gesta dei partigiani caduti significa cominciare il riscatto di questi eroi e, quanto al Dr. Collado, è anche un modo per rafforzare lo spirito identitario della Costa Rica.
Abbiamo il dovere di ricordare la sua opera, di riconoscere e divulgare i messaggi e i valori che per mezzo delle sue azioni ha voluto trasmettere. La sua unica colpa, infatti, è stata quella di non rimanere indifferente a suoi ideali e ai suoi principi.
Al comune di Casalecchio di Reno va riconosciuto il merito di essere stato il principale responsabile del mantenimento della memoria di questi eroi e delle loro azioni, tramite la trasmissione di testi, immagini ed eventi commemorativi.
Spero davvero che questo sentimento positivo e lodevole del paese di Casalecchio di Reno al più presto possa coinvolgere ed entusiasmare la comunità costaricana.
Lo scrittore Kahlil Gibran, riferendosi al bene e al male, in una delle sue opere affermava:
«Veramente quando il bene ha fame cerca cibo anche nelle buie caverne, e quando ha sete beve perfino acque stagnanti. »
Questa metafora, si può applicare anche al nostro caso: i sacrifici del Dr. Carlos Collado e dei suoi compagni sono la fame e sete che sono state saziate con azioni in difesa del bene, dell’uguaglianza e della solidarietà, in un contesto pieno di dolore e avversità.
Concludo esprimendo un profondo ringraziamento al paese di Casalecchio di Reno per essersi fatto carico di tener vivo il ricordo di Dr. Carlos Collado nel corso di questi 67 anni, un’impresa sicuramente difficile e onerosa, ma portata a termine sempre con amore e
devozione da un popolo che non ha mai dimenticato i suoi figli morti per difendere il bene, la giustizia e la libertà.
Grazie dell’attenzione.

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